Fontana del Mercurio

Scheda tecnica

Fontana del Mercurio

Autore: Baccio Bandinelli o Bartolomeo Ammannati
Datazione: 1566
Ubicazione: Piazza Mercurio

La fontana del Mercurio si trova nella piazza principale della città, Piazza Mercurio, ed è importante oltre che per il suo valore architettonico, anche per il simbolismo ermetico tipico del mecenate Alberico I, che nel 1566 la fece erigere1. La fontana è un opera davvero straordinaria se si considera che venne eretta in onore di una divinità pagana nel pieno della controriforma2.

Dai disegni seicenteschi si può dedurre che l’antica fontana fosse costituita da una grande vasca marmorea circolare con spessi bordi, al centro della quale si trovava un basamento troncopiramidale che sosteneva la statua marmorea dalle dimensioni colossali del dio, raffigurato a braccia aperte in un ampio gesto allocutorio. La statua cadde a terra nel 1770 a causa di un terremoto. Successivamente venne sostituita da quella che vediamo tutt’oggi (vd. foto), sebbene l’ultimo troncone del fusto, oltre al capitello e alla statua abbattuti nel 1945 da un bombardamento, siano stati ricostruiti nel 1980 dallo scultore Riccardo Rossi 3.

Il busto e il capitello originali sono oggi conservati, in attesa di più degna collocazione, nel cortile dell’Istituto Statale d’Arte F.Palma di Massa. L’eccellente fattura dei reperti lascia intravedere la possibilità di un autore di grandi capacità, riconosciuto dagli esperti in Baccio Bandinelli o Bartolomeo Ammannati 4.

Baccio Bandinelli (Firenze 1488 – Firenze 1560) è stato uno scultore Fiorentino. Figlio di un famoso orafo fiorentino ebbe molte commissioni a Firenze tra le quali Ercole e Caco, in Piazza Della Signoria, e il recinto del coro del Duomo. Fu allievo di Gianfrancesco Rustici e subì l’influenza artistica di Michelangelo, di cui fu imitatore e grande rivale, come è racconta nel suo Memoriale autobiografico. Formatosi con lo studio della scultura del primo Quattrocento e dell’antico, fu scultore accademico ma provvisto di rara capacità tecnica.

Bartolomeo Ammannati (Settignano, 1511 – Frienze, 1592) fu  architetto e scultore. Insieme a Baccio Bandinelli, suo maestro per breve tempo, Benvenuto Cellini e Giambologna è stato una delle figure più rappresentative del manierismo fiorentino. Di formazione eclettica ma assai sensibile all’influsso di Michelangelo nella produzione scultorea, lavorò a Venezia, Padova e Roma.

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  1. Mercurio è il simbolo dell’Opus alchemico, è inoltre protettore dei viaggiatori, dei ladri e dei commercianti, è messaggero degli dei e dio psicopompo al quale spetta il compito di trasportare le anime nel regno dei morti. Quindi ha una duplice funzione di contatto con la dimensione celeste e gli inferi.
  2. Susanna Pallucca, L’arredo urbano (Pisa: Felici Editore Srl, 2008), 59.
  3. Luigi Bonacoscia, Chiare fresche e dolci acque (Massa: Centro culturale apuano, 1986), 24.
  4. Claudio Palandrani, Alberico e Massa  La città e il giardino (Massa: Alberto Ricciardi Editore, 2003), 120.