Vergine in trono con Bambino e Santi

Scheda tecnica

Vergine in trono con Bambino e Santi

Autore: Bernardino del Castelletto
Datazione: XV secolo
Ubicazione: Museo Diocesano

La nota tavola di “Santa Elisabetta” fu dipinta nell’ultimo quarto del XV secolo da Bernardino del Castelletto per l’antico Convento di Santa Elisabetta. Dal 1823 fu trasferita nella Cappella Vescovile all’interno dell’appartamento del vescovo, l’attuale Museo Diocesano.

Nel quadro sono in primo piano la Vergine in trono col Bambino e i santi Ludovico di Tolosa, Francesco, Elisabetta e Girolamo mentre in secondo piano due angeli ai lati della Vergine. Il Bambino è seduto in grembo alla madre, ha capelli riccioluti ed ha nella mano sinistra il globo opalescente, in evidente relazione con il Trittico, allora nella Pieve di San Pietro. Lateralmente si nota un tendaggio decorato e di fondo un piccolo ma suggestivo paesaggio, dolce e collinare. Il paesaggio ai lati del trono digrada in un area prospettiva scandita da quinte montane che si schiariscono allontanandosi all’orizzonte, dove un chiaro cielo è invaso da nuvole bianco grigiastre. La “bella” immagine della Vergine ha caratteri “lippeschi” così come la sorella del trittico. Occhi tondi, naso leggermente camuso e labbra carnose ne sono i tratti fisiognomici caratteristici1.

Bernardino del Castelletto è una delle figure più importanti del panorama artistico Massese. Di origine lombarda e formatosi in ambito lucchese ebbe bottega a Massa, di cui fu cittadino dal 1481, e realizzò affreschi e pale d’altare per le chiese e palazzi cittadini. Attraverso le sue opere si legge il passaggio tra lo stile gotico e quello del rinascimento. La sua evoluzione artistica lo portò ad un livello pittorico elevato, non paragonabile a quello dei sommi artefici dell’epoca, ma neppure mancante del notevole valore comunque emanato dall’opera dei numerosi maestri che rappresentano la ricchezza artistica del rinascimento italiano.

Show 1 footnote

  1. Silvano Soldano, Bernardino del Castelletto Pittore a Massa (Milano: Amilacare Pizzi Editori, 1994), 23-28.