Palazzo Ducale

Scheda tecnica

Palazzo Ducale

Autore: Martino di Val di Lugano
Datazione: XVI - XVIII secolo
Ubicazione: Piazza Aranci

Gli interventi effettuati nel Palazzo Ducale di Massa, insieme alla Chiesa di San Pietro, risultano essere gli episodi maggiormente qualificanti e meglio documentati tra le opere di edilizia commissionate dai Cybo Malaspina1. Il progetto voluto da Alberico I, fu frutto della mentalità rinascimentale del signore, il quale faceva spesso ricorso alle arti figurative e a regali opere architettoniche per esprimere la sua magnificenza. Infatti il potente signore, abituato nelle frequenti visite a Roma a passare molto del suo tempo nel sontuoso Palazzo Cybo in Piazza Navona, volle ampliare la modesta abitazione dei Malaspina in Piazza Bagnara, l’odierna Piazza Aranci 2 per spostare li la propria residenza, fino ad allora nel palazzo della Fortezza.

L’antica casa dei Malaspina era un edificio di piccole dimensioni, di forma pressoché rettangolare, su via Guidoni, con un giardino che arrivava fino a Via Alberica. Nel 1563 il signore iniziò un importante ampliamento, con la costruzione di una nuova ala, aggiunta verso Piazza Bagnara. Il nuovo edificio  risultava essere più alto e indipendente dal vecchio fabbricato, che fu a sua volta alzato e unificato al nuovo, risultando omogeneo per altezza e decorazione3. Il nuovo imponente complesso aveva sempre l’entrata da Via Guidoni e tramite un percorso nella corte interna, dove il signore fece erigere una fontana, era possibile raggiungere direttamente la Chiesa Di San Pietro che dominava Piazza Bagnara.

La prematura morte dell’architetto M.o qm Martino a cui venne affidato il progetto, e l’impossibilità di completare l’opera nell’arco del secolo resero la struttura architettonica aperta a nuovi influssi e ad altri stili. Ulteriori apporti furono effettuati dai successori di Alberico I nel XVII secolo: il palazzo ebbe un impronta decisamente barocca e assunse l’aspetto odierno con la ristrutturazione delle facciate ad opera dell’architetto Bergamini e l’adozione dei colori rosso e bianco4.

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  1. Corrado Lattanzi, I Bergamini – Architettura di corte nel ducato di Massa Carrara (Firenze: Amilcare Pizzi Editore, 1991), 114.
  2. AA.VV, Massa I palazzi (Pontedera (PI): Bandecchi & Vivaldi, 1998), 35.
  3. Corrado Lattanzi, I Bergamini – Architettura di corte nel ducato di Massa Carrara (Firenze: Amilcare Pizzi Editore, 1991), 117.
  4. AA.VV, Massa I palazzi (Pontedera (PI): Bandecchi & Vivaldi, 1998), 35.